Un’operazione lunga e faticosa fatta innanzitutto di collaborazione, che ha portato a dei risultati molto importanti. Stiamo parlando di quanto accaduto in una zona del Friuli, dove alcuni approfittando del fatto che il luogo non fosse molto frequentato hanno allestito un macello abusivo. Dopo mesi di appostamenti il nucleo del Corpo Forestale locale in collaborazione con la Polizia ha acciuffato i responsabili, che smaltivano i propri rifiuti in maniera tutt’altro che sicura. I criminali sono venuti allo scoperto in quanto trasportavano i rifiuti delle loro attività e li sversavano in una campagna abbandonata: gli agenti hanno notato questo traffico anomalo e quindi hanno proceduto con l’arresto dei responsabili.

Questi sono stati accusati di trasporto e smaltimento illecito, e quel che facevano era pericoloso da un punto di vista sanitario. Il principale rifiuto del macello infatti è il sangue, che di norma viene smaltito in impianti appositi, che hanno uno scopo ben preciso e limitano molto l’impatto ambientale. Il sangue smaltito in maniera illecita invece, veniva abbandonato senza alcun controllo: sono state fatte delle analisi per valutare la sua pericolosità da un punto di vista igienico-sanitario. Per fortuna non sono state trovati agenti contaminanti, ma il rischio poteva essere molto elevato e il danno ambientale è stato fatto, ragion per cui i responsabili potrebbero essere tenuti a ripristinare l’intera zona.

Gli animali selvatici che popolano le zone circostanti infatti avrebbero potuto contrarre delle malattie venendo a contatto con il sangue abbandonato. E, mai come in questo periodo dovrebbero essere noti i rischi che si celano dietro la macellazione incontrollata e senza alcun criterio di animali. Inutile precisare che, trattandosi di un macello abusivo, le condizioni degli animali non rientravano tra le priorità dei responsabili, e non è chiaro se questi venissero maltrattati o in che condizioni venissero allevati. Se ne verrà a capo dopo le indagini.