Dei cani per salvare dei rinoceronti: questa la realtà che si sta verificando in Africa, per la precisione in Mozambico. Da circa due anni sono arrivati al Kruger National Park decine di esemplari di segugi e cani di svariate razze per salvare i rinoceronti, degli animali che sono stati presi di mira dai bracconieri da anni e che quindi sono a rischio di estinzione. I bracconieri sono solo il primo passo verso quello che è un commercio sommerso di specie protette, utilizzate, in questo caso, per produrre prodotti medicinali. Si tratta della medicina tradizionale cinese, che spesso si serve di corni di animali tra cui proprio il rinoceronte.

Ma come lavorano questi segugi? Ebbene, vengono addestrati sin da quando non hanno che pochi mesi. I loro allevatori li abituano agli inseguimenti, in modo che possano identificare i bracconieri che si mettono sulle tracce dei rinoceronti. La misura è stata presa per necessità, dal momento che i rinoceronti sono scomparsi in massa negli ultimi anni: basti pensare nello scorso decennio sono stati massacrati in migliaia, in nome del denaro e del commercio. La differenza si è vista in maniera decisa, dal momento che da quando è stato introdotto il presidio dei cani il numero di rinoceronti che sono stati salvati è salito in maniera significativa.

Tanto da incentivare i responsabili delle aree protette e continuare nell’allevamento di questi fantastici animali. Questi sono in grado di inseguire i criminali in modo da dissuaderli: una volta identificate le zone a rischio bracconaggio partono all’attacco, mettendo in fuga i trafficanti. Solamente nelle ultime settimane sono stati messi in salvo ben 45 rinoceronti, un numero molto elevato, considerando la brevità dei tempi in cui sono state messo in atto le misure. La speranza è quella di salvare quanti più esemplari possibile affinché i rinoceronti non possano più essere definiti in via di estinzione.