Ci è da poco giunta la triste notizia della morte di Ezio Bosso, un pianista noto per la sua capacità di far emozionare il pubblico, di trasmettere la sua musica. Andava oltre il livello artistico per toccare gli animi dei suoi spettatori, che sono sempre rimasti colpiti dalla sua personalità. A portarselo via è stato il cancro, con il quale conviveva da qualche mese; al cancro si era associato anche una malattia neurodegenerativa che lo aveva costretto a una vita molto limitata. Aveva solo 48 anni quando la malattia lo ha strappato via alla sua famiglia, dopo questi ultimi anni in cui è stato in sedia a rotelle.

La sua passione per la musica è stata molto precoce, infatti sin da quando era bambino ha dimostrato un grande interesse. Tale interesse gli è stato trasmesso anche dalla sua prozia, che era una pianista: ha trascorso la sua giovinezza dedicandosi a quella che pian piano è diventata la sua ragione di vita. A soli 16 anni è andato via di casa per inseguire il suo sogno in Francia; in seguito ha viaggiato per il continente europeo avendo l’opportunità di conoscere i principali esponenti del mondo della musica, incluso Claudio Abbado.

La sua tortura è cominciata nel 2011 quando ha scoperto di avere la neoplasia che gli avrebbe cambiato per sempre la vita. In questo periodo ha scoperto anche di avere una malattia neurodegenerativa che in maniera lenta e insidiosa lo ha portato a perdere la sua motilità. Pian piano ha perso anche l’abilità di suonare, dal momento che le sue dita come il resto del corpo sono state colpite e negli ultimi tempi non rispondevano. Ha comunque continuato a fare il direttore d’orchestra, fin quando ha potuto; a piangerlo ora c’è la compagna, Annamaria, che è rimasta devastata dalla grave perdita.