Cresce sempre di più la sensibilizzazione nei confronti di cani e gatti o, più in generale degli animali domestici. Così l’ennesimo allevamento di cani è stato chiuso anche in Corea del Sud: Nakseon Kim è il nome dell’allevatore che ha deciso finalmente di chiudere i battenti in maniera definitiva. Ha quindi fatto una svolta radicale, convertendo il suo allevamento in un terreno agricolo in cui coltiva alcuni ortaggi, che poi rivende. Il contadino, dopo aver fatto l’allevatore per anni e anni ha deciso, anche in base alle linee adottate dal governo, di porre fine alla sua attività, che per anni ha permesso il massacro di centinaia di cani.

Erano moltissime le razze detenute e vendute, per due scopi, infatti se da un lato venivano venduti per la loro carne e quindi come cibo, dall’altro i cani erano anche utilizzati per procreare cuccioli di razza poi commercializzati. Il contadino in questione ha raccontato come sia nata tempo fa la sua passione per questi animali, che poi sono diventati la sua fonte di reddito, con il passare degli anni. Ora però a distanza di tempo ha deciso finalmente di chiudere e fare un cambiamento radicale, semplicemente cambiando l’obiettivo del suo commercio.

Non li macellava direttamente, ma vendeva i suoi animali ad aziende che si occupavano del compito peggiore. Tra i cani di Nakseon c’erano anche barboncini, beagle e husky: ora è tutto finito, la prigionia è terminata, finalmente. Dato che in tutta la zona della Cina e della Korea il governo sta mettendo in atto un’opera di sensibilizzazione e un insieme di divieti che impediscono il consumo della carne di animali domestici, il mercato di cani e gatti diventa sempre meno produttivo e molti come Nakseon si trovano in difficoltà, soprattutto quando si tratta di curare e nutrire i propri animali da allevamento.