Aveva solo 23 anni il giovane che è stato travolto da una valanga sulle Dolomiti; si trovava a Cortina, insieme al fratello, con il quale si era recato sulla montagna. Il fratello, un ragazzo di 27 anni, è rimasto illeso fortunatamente, quanto all’altro non ce l’ha fatta purtroppo, il suo corpo è stato ritrovato dopo ore dal Soccorso Alpino. Secondo quanto riportato dalle fonti locali, i due stavano scendendo dalla montagna quando si è verificata la tragedia. Ma, anziché prendere la strada principale, hanno optato per una via alternativa, lungo la quale si è abbattuta la valanga proprio mentre i due la percorrevano.

Erano all’incirca a metà discesa quando è accaduto il disastro, infatti il corpo della giovane vittima è stato ritrovato a 2500 metri. Il tragico evento ha fatto modo che le autorità competenti potessero ricordare agli alpinisti e agli scialpinisti che con l’innalzamento delle temperature si corre un pericolo non indifferente se ci si reca in montagna. Infatti con l’avvento della primavera il termometro è salito di due gradi e questo è un grande rischio, dal momento che potrebbe scatenare il distacco di valanghe proprio come è accaduto a Cortina. I due fratelli non sono gli unici rimasti coinvolti nella calamità che si è abbattuta sulle Dolomiti, ma ci sono state altri alpinisti che non hanno riportato grandi danni.

Sono stati loro a lanciare l’allarme alle forze dell’ordine: era già tarda mattinata quando hanno visto la valanga che si staccava dal versante laterale della montagna. Due degli alpinisti citati sono rimasti travolti dalla neve, ma non nel mezzo della valanga, quindi sono riusciti a liberarsi abbastanza velocemente dalla neve che li teneva prigionieri. Ricordiamo che secondo le disposizioni del governo per prevenire il contagio da coronavirus è ancora vietato frequentare rifugi in montagna, per evitare di creare assembramenti, e la stessa regola vale per gli accampamenti notturni.