È stato scoperto in provincia di Mantova un ennesimo allevamento abusivo di cuccioli: ovviamente i cani che circolavano erano di svariate razze. Alcune fra le più costose, per accontentare la richiesta di un pubblico che è disposto sì a spendere, ma quando si tratta di animali del genere il mercato nero propone degli affari molto vantaggiosi. Vantaggiosi per gli acquirenti, di sicuro no per i cuccioli, costretti a vivere in modo disumano nelle peggiori condizioni igienico-sanitarie. Così la procura di Brescia ha avviato un’inchiesta per smascherare i trafficanti, che hanno cominciato la loro attività illecita lo scorso 2019.

A far insospettire gli agenti è stato un traffico continuo che hanno notato da e verso un’abitazione privata, dove i cuccioli venivano portati all’interno di alcune scatole di cartone. Il luogo in cui erano letteralmente imprigionati gli animali era un’abitazione privata e la responsabile dell’attività illecita, che in seguito è stata denunciata è una donna di 31 anni. Si occupava di tutto, anche di portare i suoi cuccioli prigionieri in uno studio veterinario, dove venivano forniti di microchip: si trattava quindi di una vera e propria organizzazione, alla quale hanno partecipato su più livelli. I carabinieri dopo aver fatto irruzione nell’abitazione dove erano tenuti i cani hanno sequestrato ben 61 esemplari di razze diverse.

Questi venivano acquistati all’estero a prezzi modici, che oscillavano tra i 150 e i 300 euro, poi venivano rivenduti a più del doppio. Nella stessa abitazione le forze dell’ordine hanno trovato anche alcuni farmaci destinati agli animali, farmaci provenienti evidentemente da uno studio veterinario, quello che ha preso parte al crimine. L’allevamento abusivo è stato smantellato e i cani sono stati portati in un luogo sicuro in cui non avranno più nulla da temere. Provenivano principalmente dall’Ungheria, un paese abbastanza noto in Italia per i cuccioli che vengono importati illegalmente eludendo i controlli.