Continuano le ondate di animali selvatici e non di cui avevamo quasi perso le notizie in questi ultimi anni. Mai, o perlomeno quasi mai, era capitato di imbattersi in cervi, delfini, animali sia di mare che di terra che si avvicinano con tanta sfrontatezza a quelli che sono diventati possedimenti umani. A Cagliari ad esempio continuano ad accorrere delfini, grandi e piccoli, questa notizia riempie di gioia gli abitanti del posto che possono vedere dopo tanti anni la fauna del proprio territorio. E come potevano avvicinarsi prima, considerando tutti gli scarichi delle imbarcazioni e l’inquinamento che domina in tutti i mari?

Ebbene, se questa pandemia ha avuto un lato positivo si tratta proprio di questo, ovvero del ritorno alle origini, della natura selvaggia e spontanea che torna a mostrarci la sua magnificenza. Ieri sono stati avvistati 7-8 delfini nei pressi del molo Ichnusa, a Cagliari: ce n’erano alcuni più grandi ma erano accompagnati dai cuccioli che, molto innocuamente erano a caccia di cibo. Il molo è popolato da muggini, dei piccoli pesciolini che sono molto facili da catturare e mangiare e che spesso finiscono a essere prede dei delfini. Quelli più piccoli invece, tanto piccoli da non aver ancora sviluppato tutti i denti, si nutrono di molluschi, che trovano all’occorrenza.

Tutto molto bello, ma questo scenario idilliaco è destinato a durare ancora poco: se quel che accade in Cina è una premonizione di quel che avverrà anche qui, possiamo affermare con tristezza che a breve spariranno le acque limpide. Così come gli animali selvatici che invadono i campi e i centri abitati – per la gioia delle molte vittime degli attacchi dei cinghiali. In Cina infatti con la ripresa dell’attività delle fabbriche stanno man mano ripristinandosi tutte quelle condizioni antecedenti la pandemia, il che vuol dire, grigio, inquinamento, aria non respirabile per le esalazioni tossiche.