Ci giungono buone, forse ottime notizie dal mondo scientifico: è in laboratorio un vaccino che potrebbe una volta per tutte debellare il tanto temuto coronavirus. Non ci sono ancora notizie ufficiali a riguardo, se non delle prove sperimentali che sono state fatte su alcuni esemplari di macaco in Cina. Prove andate a buon fine, dal momento che, mentre le scimmie non vaccinate hanno sviluppato patologia, quelle sottoposte alla vaccino sperimentale hanno sviluppato un’immunizzazione nei confronti del virus. In che modo? Hanno prodotto ingenti quantità di anticorpi che le hanno protette dall’insulto del virus, facendo in modo che non sviluppassero alcuna malattia.

Il noto virologo Roberto Burioni si è espresso a riguardo, non nascondendo una certa gioia, come è logico che sia. Certo, i vaccini sono ancora da lavorare e i trial sono stati fatti solo su alcune decine di scimmie, quindi l’esito è ancora incerto. Tuttavia i presupposti sono più che buoni, considerando anche il metodo con cui il vaccino è stato ottenuto: si tratta dello stesso utilizzato per combattere il virus della poliomelite. Ecco come funziona in pratica: si isola il virus patogeno responsabile dello sviluppo della malattia e, tramite varie metodiche di laboratorio si rende inattivo, il che vuol dire che non è più capace di indurre malattia.

Una volta effettuata tale purificazione si passa alla fase successiva, iniettando il virus, che oramai inoffensivo, pur non determinando patologia scatena comunque una risposta immunitaria nell’ospite, risposta capace di proteggere l’organismo dal virus. Il vaccino sperimentale è stato realizzato da un team di ricercatori cinesi, che in queste settimane sono stati molto impegnati nella ricerca di una cura. Hanno ovviamente collaborato con molti altri paesi, se ne contano almeno 11: una risposta più che attesa, dal momento che la pandemia per definizione ha coinvolto non un singolo stato, ma tutto il mondo.