Dall’inizio della pandemia è andata peggiorando giorno dopo giorno la situazione degli animali selvatici in Toscana come in altre regioni italiane. E ora il direttore della sede Coldiretti locale, ha fatto un ulteriore e disperato annuncio, viste le sorti dei terreni agricoli di molti proprietari che vedono le proprie coltivazioni devastate da cinghiali e piccioni. Sono stati chiesti aiuti alla regione per il controllo delle specie selvatiche particolarmente violente, con un chiaro riferimento ai cinghiali che nella regione superano i 450mila esemplari. Ecco perché la Coldiretti ha annunciato un possibile intervento da parte degli agricoltori, che dovranno essere liberi di intervenire come meglio credono nella tutela e nella protezione delle loro proprietà. 

Infatti, dall’inizio della stagione della semina sono state fatte numerose denunce da parte degli agricoltori, che vedono i propri campi devastati dalle incursioni dei cinghiali. In termini economici sono stati stimati dei danni che arrivano fino a 4,5 milioni di euro. La soluzione, in mancanza di un concreto intervento dell’amministrazione regionale, è stata individuata dalla Coldiretti, spinta dagli agricoltori locali. Coloro in possesso di una licenza di caccia dovrebbero essere autorizzati a intervenire in maniera decisiva in modo da preservare l’integrità dei raccolti. Qualora non sia in possesso di una licenza di caccia, l’agricoltore o il proprietario del fondo dovrebbe poter chiamare un aiuto preposto, che si occupi della guardia del terreno. 

In pratica si tratta di uccidere personalmente o di commissionare qualcun altro che sorvegli attentamente l’area, con fucile alla mano. Senza dubbio è una misura drastica, ma che secondo le parti interessate è l’unica possibile ed è necessaria, dal momento che i danni riportati sono ingenti. Il fenomeno si è ingigantito negli ultimi anni, quando i cinghiali hanno cominciato a popolare le campagne, trovando ampia libertà grazie all’urbanizzazione e allo spopolamento delle aree più rurali.