Siamo a Panama, una località nota al resto del mondo per gli svariati panorami che offre: dove la spensieratezza dei turisti e la natura selvaggia si incontrano. Nonostante la fama sia alquanto invitante, a Panama si nascondono delle insidie che vengono fuori solo in alcuni periodi dell’anno. Stiamo parlando della mattanza delle mamme squalo, che vengono prese di mira dai cacciatori e, non appena abbassano la guardia, rischiano di essere massacrate. Oramai è una tradizione locale che si perpetua nonostante le continue proteste anche da parte dei personaggi del mondo dello spettacolo.

Parliamo in particolare dello squalo martello, così chiamato per la forma della sua testa che, per l’appunto, richiama quella di un martello, essendo grossa e larga. A Panama questo tipo di squali costituisce un esemplare caratteristico, ma l’attività di caccia umana rischia di farlo estinguere per sempre. E dato che siamo nel mese di maggio, nella stagione in cui le mamme squalo o almeno la maggior parte di esse partorisce, bisogna portare alla luce questa tragica verità. Non appena si avvicinano alla vegetazione della riva, le neo mamme essendo erroneamente convinte di essere al sicuro, partoriscono in tutta serenità. Non sanno che ad attenderle ci sono dei predatori ancor più feroci di loro, ovvero i pescatori. 

Ma lo scopo di tutto ciò qual è? Ebbene, l’obiettivo principale è quello di catturare i piccoli prima che nascano, loro rappresentano la prelibatezza tipica del posto. Infatti, se i pescatori riescono a trovarli in tempo, li raccolgono per venderli alle cucine, che ne fanno degli squisiti piatti. La scena delle mamme con le pance aperte è alquanto raccapricciante, ma a quanto pare ciò non basta a fermare la violenza dei pescatori, che proseguono imperterriti nella folle impresa. L’ecosistema ne risente fortemente, dal momento che negli anni il numero delle vittime è andato aumentando terribilmente.