I nostri amici a quattro zampe sono stati, proprio come noi, rinchiusi in casa: due mesi di forzatura, due mesi di isolamento che si sono fatti sentire, anche per loro. Ecco perché arrivano, al principio della cosiddetta fase 2, le raccomandazioni dei veterinari, affinché l’impatto sia meno traumatico possibile per i pet. Sicuramente per loro sarà bello riabituarsi all’aria aperta, considerando la natura animale che di per sé è portata all’esplorazione del mondo esterno. Ma proprio da un atteggiamento troppo esuberante bisogna guardarsi, e in particolar modo bisogna guardare i propri animali, che potrebbero non riuscire a contenere la felicità di respirare nuovamente l’aria esterna.

In tal senso i veterinari hanno messo in guardia i proprietari: l’avvertimento ci è giunto proprio dall’ANMVI, ovvero l’Associazione Nazionale dei Medici e Veterinari Italiani. Il pericolo potrebbe essere quello di mostrare superficialità e quindi tramite il contatto reciproco degli animali di trasmettere le cosiddette malattie zoonotiche. Data la situazione molto particolare in cui ci troviamo, ancora non sappiamo a cosa andremo incontro, tuttavia, in questi casi, prevenire è decisamente meglio che curare. Pertanto, anche coloro che fino ad oggi non avevano dato particolarmente importanza alla cosa, dovranno accertarsi che i loro animali siano protetti da un’adeguata copertura vaccinale, dal momento che per i nostri amici a quattro zampe il coronavirus non è l’unico nemico.

Anzi, i cani rischiano molto di più in termini di parassitosi e altri patogeni. A tal proposito, saranno organizzate anche le strutture veterinarie per la cura e il ricovero di tali animali, che potranno essere curati in tutta sicurezza e nel rispetto delle norme igienico sanitarie. Il rischio infatti, è maggiore per loro e non per i padroni, quindi bisognerà fare attenzione ai centri veterinari affinché non vi siano contatti ravvicinati; la stessa cosa è valida per i centri di toelettatura e simili.