Immaginate la scena: state camminando per strada e vi viene sete, per fortuna vi imbattete in un distributore automatico di bevande. E se nello stesso momento foste mossi da un istinto genitoriale nei confronti di un cucciolo, potreste analogamente adottarne uno, con la stessa facilità con cui vi siete procurati la bevanda al distributore alimentare. Una stranezza del genere sembra difficile da trovare, eppure esiste, dall’altro lato del pianeta, ovvero in Giappone. Il Giappone, riconosciuto in tutto il mondo per essere uno dei paesi più avanzati quanto a tecnologia, un paese che viene preso a modello da tutto il resto del mondo per il suo aspetto simil-fantascientifico.

Ma come sono tenuti questi animali domestici? Non vi preoccupate, le condizioni igienico-sanitarie sono rispettate e ognuno di loro ha una piccola gabbia da cui possono essere comodamente prelevati. Anche il pagamento è molto semplice, considerando che in Giappone oramai la moneta si usa abbastanza raramente, ma si preferisce effettuare gli acquisti in tutta sicurezza tramite carta. I distributori giapponesi, che soprattutto nelle grandi città si possono trovare letteralmente in ogni angolo, sono noti perché propinano ai passanti le cose più stravaganti, come se si trattasse di supermercati ma molto più veloci: si passa quindi dall’intimo femminile, ad esempio, per arrivare ai superalcolici.

E ai cuccioli di animali domestici, tenuti alla vista di tutti, magari per invogliare l’acquisto dei piccoli e carinissimi amici. La questione ha suscitato qualche polemica e non poche perplessità nel mondo occidentale, in cui non siamo affatto abituati a vedere tali piccoli animali considerati alla pari di una bottiglia di gazzosa. Perlomeno, gli animali in questione sono curati e nutriti, vengono loro assicurate tutte le risorse di cui possono aver bisogno, a partire dal cibo e per finire le cure sanitarie, rendendo di fatto le loro condizioni anche migliori rispetto ad alcuni negozi di animali.