L’ondata di contagi negli Stati Uniti ha portato i suoi effetti devastanti anche in ambito economico: stavolta a pagarne le conseguenze sono gli animali da allevamento. L’allarme è partito da John Tyson, il presidente di una delle aziende di maggiore importanza nell’ambito della produzione e della distribuzione di carne. Si tratta della Tyson Foods, che come molte altre aziende è stata chiusa a motivo della pandemia, per prevenire qualsiasi rischio. Gli impianti di lavorazione delle carni sono stati momentaneamente chiusi: è proprio questo il punto, non si sa fino a quando potrebbe protrarsi questa chiusura. Nel frattempo ci sono le migliaia di lavoratori che si sono ritrovati, da un giorno all’altro senza impiego.

E questa è solo una delle cose peggiori, in quanto sono stati persi numerosissimi lavoratori che ancora non è sicuro quando potranno riprendere a svolgere le loro attività. Ma in tutto ciò che ne sarà degli animali da allevamento? Le strutture che fanno parte della catena, diffuse nei territori dell’Indiana e dello Iowa, ospitano milioni di capi di bestiame destinati al macello, ma non c’è letteralmente rimasto più nessuno a prendersi cura di loro; e nemmeno per macellarli in modo da continuare a far girare gli ingranaggi dell’economia.

Quindi il direttore della Tyson Foods ha annunciato che, non vedendo altra scelta, gli animali saranno comunque uccisi. Ma non saranno destinati al consumo alimentare, in quanto non c’è nessuno che possa occuparsi di tale lavoro. Semplicemente saranno abbattuti perché non esiste altra scelta; la conseguenza immediata di questa decisione, seppur forzata, è che ci sarà una quota consistente di prodotti a base di carne che non sarà neppure immessa sul mercato. Nei punti vendita non arriveranno più i prodotti della Tyson Foods, o arriveranno in misura drasticamente ridotta finché non ci sarà la possibilità di riaprire gli stabilimenti.