Lo squalo bianco ha da sempre rappresentato uno degli esemplari più maestosi e temuti dell’oceano: non solo negli Stati Uniti, ma anche in Sud Africa, dove purtroppo sta scomparendo. Infatti gli scienziati hanno notato che, se fino a qualche decennio fa se ne potevano osservare tranquillamente svariati che nuotavano, ad esempio, a False Bay, oggi la presenza dello squalo bianco è diventata quasi una rarità. Ecco perché, quando viene avvistato è una grande occasione, tali pesci sono diminuiti notevolmente nel corso di pochi anni. Molte volte gli studiosi locali si sono chiesti cosa ci fosse alla base di tale drastica riduzione di squali.

E la risposta, come sempre, è l’uomo, che per fini economici, stavolta legati al mercato alimentare, sta decimando anche gli esemplari di squalo bianco. Nelle zone di cui si parla infatti, la pesca è una delle attività più praticate e più redditizie: non per gli abitanti del luogo ovviamente, i prodotti ittici vengono trasportati altrove, fino all’Australia. Qui c’è un fiorente mercato del pesce, e, molto spesso alla causa della riduzione di squali come di altri esemplari di pesci, c’è un piatto servito quotidianamente nei ristoranti medi come fish and chips, un piatto venduto in media alla modica cifra di 13 dollari. 

Per soddisfare la richiesta di tale mercato vengono infatti sacrificati tutti quei piccoli esemplari che sono commestibili per l’uomo; di fatto quindi, l’uomo va a sottrarre l’unico nutrimento degli squali bianchi. Questi ultimi inoltre, sono anche vittime dell’orca, il noto e grosso mammifero che popola l’oceano e che rappresenta una delle poche minacce per lo squalo. L’orca infatti è l’unico predatore la cui presenza potrebbe giustificare, ma solo in piccola parte, la netta riduzione della presenza dello squalo bianco nelle acque suadfricane. La restante parte è da attribuire alle attività umane, che stanno devastando l’ennesimo ecosistema.

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