La Giornata Mondiale del Libro ha delle origini molto lontane, sia in termini di tempo che di luogo. Si celebra il 23 aprile, come di consuetudine, e la tradizione arriva direttamente dalla nostra vicina Spagna. Di preciso arriva dalla Catalogna, e inizialmente è stata dedicata al patrono del luogo, Saint Jordi. La tradizione vuole infatti che, dal 1996, mentre i ragazzi regalano alle proprie amate fanciulle una rosa, ricevono in cambio un libro. In realtà l’usanza e la leggenda risale addirittura al medioevo, ma solo nel secolo scorso ha preso la forma di una giornata celebrata a livello mondiale.

Anche in Italia ha avuto un notevole successo tale celebrazione, infatti ogni anno in genere vengono organizzati degli eventi in merito. Anche quest’anno, dal momento che è in atto una pandemia, è stato organizzato tutto nei minimi dettagli, ma proprio a motivo della quarantena il tutto è stato fatto in maniera diversa. Gli avvenimenti sono rimasti: si tratta di incontri con gli scrittori, con la partecipazione di biblioteche e autori. Per evitare assembramenti e situazioni che potrebbero mettere a rischio il pubblico e la salute degli spettatori però, è stato svolto tutto in maniera virtuale. Mai come in questo periodo infatti, la tecnologia ci viene in aiuto e ci permette di svolgere riunioni senza correre alcun pericolo legato alla salute.

L’iniziativa è stata promossa dall’Unesco, il cui obiettivo fondamentale è quello di diffondere l’amore e la cultura per la lettura in tutto il mondo. Il piacere della lettura infatti è uno dei pochi che si possono coltivare anche in quarantena, che anzi è un’opportunità per approfondire particolari autori o particolari testi. Anche il Presidente del Senato ha espresso la sua ammirazione per la Giornata Mondiale del Libro, che ha voluto promuovere con un discorso molto incoraggiante. Sicuramente ha contribuito a rendere la quarantena meno monotona e più interessante.

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