Mancano i lavoratori e c’è carenza di braccianti: questo l’allarme che è stato lanciato da Coldiretti, le cui stime sono a dir poco catastrofiche. Infatti, a motivo della quarantena i campi agricoli e l’intero settore, come molti altri, sta attraversando una crisi non indifferente. Secondo gli ultimi dati raccolti, il danno economico si aggira intorno ai 200 milioni di euro, quindi bisogna correre ai ripari. L’Italia non è l’unico paese ad affrontare una crisi del cenere, anche altri paesi: la Francia e il Portogallo si trovano nella stessa situazione. La mancanza di lavoratori e braccianti nei campi sta causando gravi danni economici.

A tutto ciò si aggiungono gli animali selvatici, che senza la presenza dell’uomo hanno il via libera. Tra questi, vi sono esemplari sia di grande che di piccola taglia, e sono proprio i primi a causare la maggior parte dei problemi. Infatti, se tutti si nutrono dei prodotti dei campi, i più temibili sono i cinghiali, che determinano i danni maggiori a carico dei campi e delle strutture contigue. Non solo decimano il raccolto ma sono anche pericolosi per gli esseri umani, se dovessero trovarli sul proprio cammino. A questo si aggiungono le malattie che potrebbero essere trasmesse da tali animali selvatici. 

Quella più temuta è la cosiddetta peste suina, che si trasmette molto facilmente tra gli animali selvatici. Il pericolo è che, come si diffonde fra questi ultimi, potrebbe contagiare anche gli animali d’allevamento: in tal caso l’esito sarebbe disastroso, ancora non sappiamo quali potrebbero essere le conseguenze. Dato che il coronavirus ha avuto origine proprio fra gli animali selvatici, il grado di allerta è elevato. Ecco perché va evitata qualsiasi situazione che possa portare a un simile epilogo, vanno prese tutte le precauzioni necessarie per evitare qualsiasi tipo di contagio, anche e soprattutto non sapendo a cosa si va incontro.

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