Il fenomeno del randagismo è già un qualcosa di terribile, ma con la pandemia causata dal coronavirus la situazione è precipitata. Ad avvertirla maggiormente sono stati i volontari che normalmente si prendono cura degli animali, che ora hanno delle risorse limitate e nonostante l’arduo lavoro, ancora non li hanno messi tutti in sicurezza. La denuncia di tale situazione viene da Caltanissetta, un comune di circa 60mila abitanti in cui la crisi si è fatta sentire particolarmente. Infatti, essendoci il blocco totale, i trenta volontari che accudiscono cuccioli e cani randagi si sono ritrovati stremati. L’aumento del lavoro deriva dal fatto che le nascite non controllate sono aumentate.

In più, tutti quegli animali che prima si nascondevano nei boschi, tra cui i cani randagi, sono scesi in città e hanno cominciato a proliferare notevolmente. Questo è un problema non da poco, considerando che tutti i cuccioli che ne derivano non hanno la possibilità di essere accuditi adeguatamente. I volontari ce la stanno mettendo tutta per evitare il peggio a questi piccoli, ma la situazione purtroppo non aiuta. Infatti, nonostante questi stiano provvedendo loro tutte le risorse necessarie, ovvero cibo, acqua e nutrimento, ancora sono troppi i cuccioli che circolano per strada abbandonati, senza una famiglia.

Un importante appello quindi è stato fatto ai cittadini locali, i quali sono stati invitati alla massima collaborazione con i volontari. Non esiste la possibilità di sterilizzarli, non esiste neppure quella di mettere loro il microchip, ma qualcosa si può ancora fare. Si possono aiutare questi cuccioli dando loro del cibo, cosa che durerebbe solo in periodo di quarantena, in quanto successivamente potrebbero essere adottati. A prestare particolare attenzione devono essere anche gli automobilisti, dal momento che i cuccioli, piccoli e inesperti, potrebbero avventurarsi nelle strade vuote della città e rischiare di essere investiti: un evento simile è già accaduto e potrebbe ripetersi.

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