Da anni oramai si parla di inquinamento dell’ambiente, surriscaldamento globale e distruzione degli ecosistemi. Dopo tanti avvertimenti però, sono arrivate le conseguenze, in maniera inesorabile e spietata; non solo l’incremento delle temperature, gli scienziati esperti del settore ritengono che l’insieme di tutti questi fattori abbia determinato lo sviluppo della pandemia che ha messo in ginocchio il mondo intero. A parlare in tal senso, esprimendo i risultati delle ricerche durate una vita è stata anche la primatologa Jane Goodall, una studiosa di fama mondiale che in questi giorni ha rilasciato un’intervista in cui ha spiegato in che modo le attività umane hanno compromesso l’equilibrio della natura.

Non si tratta solo dell’estinzione degli animali, ma del totale disprezzo, come lo ha definito lei, della natura e degli animali che la popolano. Nel corso dei decenni si sono sommati vari fenomeni che hanno determinato tutto quel che vediamo oggi, dall’estinzione di alcune specie allo sviluppo di ceppi di virus mortali, come il coronavirus. Come ha sottolineato Goodall, si tratta di fenomeni che sono stati previsti anni e anni fa, ma purtroppo sono stati sottovalutati e ignorati. La scienziata britannica ha trascorso gran parte della sua vita a studiare fenomeni quali la biodiversità e la natura degli scimpanzé, quindi la loro correlazione con gli esseri umani. 

Basti pensare ad esempio, al contatto che si stabilisce fra gli esemplari di diverse specie, contatto che contribuisce alla diffusione di germi e micro organismi. Questi ultimi mutano di specie in specie, fino a che divengono infettivi e quindi patogeni per l’essere umano. Questi animali non stabilirebbero mai un contatto così stretto e ravvicinato, se non fosse per i cambiamenti ambientali che li costringono a migrare in posti differenti rispetto al loro habitat naturale. La distruzione che abbiamo causato alle foreste e ai loro abitanti ha cominciato a dare i suoi risultati.

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