Si chiama Tiger King il documentario messo a disposizione dalla piattaforma streaming Netflix: si tratta di una miniserie, in cui ogni episodio mira a raccontare una realtà sempre più dura da accettare. Il documentario tratta un tema molto importante, analizzando un fenomeno molto grave, ovvero il rischio che le tigri possano estinguersi. Le tigri tenute in cattività solo negli Stati Uniti infatti sono circa 7mila, e corrispondono al doppio rispetto al resto degli esemplari che sono diffusi nel mondo. Si potrebbe pensare semplicemente di rimpatriare ogni singola tigre, ma, come viene spiegato nel documentario, non è così semplice come potrebbe sembrare.

Infatti, tutte le tigri che sono state cresciute negli Stati Uniti, non appartengono a una specifica razza: si tratta di esemplari ibridi, frutto di incroci effettuati nel corso degli anni per assecondare i privati. La maggior parte delle tigri è di proprietà di privati, che le tengono in parchi o strutture simili e che, quindi, non hanno posto attenzione agli accoppiamenti e agli incroci. Questo non è un problema fin quando gli animali restano in America, ma potrebbero sorgere difficoltà nel momento in cui si tenterebbe di riportarle nella loro terra natia. Nel corso degli anni queste tigri hanno perso i caratteri che permetterebbero loro di sopravvivere negli ambienti estremi in cui si trovavano i loro predecessori.

Ecco perché sarebbe troppo complicato riportare le tigri in Indonesia, o in Russia, terre dalle quali proviene la maggior parte degli esemplari che si trovano in America. A questo si aggiunge la loro incapacità di cacciare e di sopravvivere in un ambiente selvaggio che fino ad oggi non hanno mai visto. Inoltre, a motivo degli incroci che non hanno tenuto affatto conto della salute degli animali, spesso si sviluppano malattie legate alla consanguineità, malattie che si trasmettono tramite dei geni recessivi.

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