In questo periodo sentiamo spesso parlare di animali selvatici e molte sono le precauzioni che sono state prese per proteggerli, soprattutto nei paesi dell’Est. Qui in particolare la soglia di attenzione si è alzata dal momento che proprio in tali zone ha avuto origine il ceppo di coronavirus che ha causato la pandemia. Anche in Tibet, come è avvenuto per la Cina, le autorità hanno messo a punto un piano per tutelare le specie selvatiche, che sono quelle messe sempre più in pericolo dalle pessime abitudini alimentari dell’uomo. In Tibet sono oramai decenni però che il paese ha messo a punto delle misure per tutelare gli animali selvatici.

Non si tratta quindi di una precauzione presa a motivo dell’emergenza sanitaria. Il Tibet infatti ha speso una somma pari a 185 milioni di dollari per proteggere le specie selvatiche. In cosa consiste questa protezione, e in cosa sono stati investiti tanti milioni? Ebbene, sono stati creati degli spazi appositi, delle oasi in cui questi animali non hanno nulla da temere, ma possono riprodursi e crescere in numero. Questa sorta di contenimento non è volto solo alla protezione degli animali, ma anche alla tutela delle persone che abitano nelle zone limitrofe. Infatti, bisogna considerare che non tutti gli animali selvatici sono di piccola taglia e, anche quelli che lo sono creano danni non indifferenti.

Ecco perché una parte del denaro investito nella salvaguardia degli ecosistema è stata destinata al risarcimento a tutti coloro che hanno subito danni causati da animali selvatici. Ora a questi danni, che fino a qualche anno fa non erano considerati tanto gravi, si aggiunge il rischio di epidemie, ecco perché le autorità locali hanno deciso di aumentare ulteriormente i controlli ed essere particolarmente fiscali e rigidi, in quanto il rischio che si corre è troppo grave, quindi c’è bisogno di maggiori tutele.

 

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