Dopo la pandemia da coronavirus arrivano le regole ufficiali per la prevenzione, in futuro, dello sviluppo di nuovi ceppi e infezioni. Così, sin da quando il virus ha sconvolto prima la Cina, poi il resto del mondo, è stata fatta per la prima volta una lista con tutti gli animali considerati commestibili. Fra questi sono inclusi gli animali “comuni” che siamo soliti consumare anche in Occidente, come bovini e suini. Ma stavolta è stato specificato che possono essere mangiati solo gli animali che sono stati allevati appositamente, i cosiddetti animali da reddito. Da questi saranno quindi esclusi cani e gatti, che sono animali domestici, cresciuti in casa e non adatti a essere macellati. 

Si tratta di una vera e propria rivoluzione, che combatte una cultura radicata da anni nella popolazione cinese. Per fortuna è una minoranza e l’usanza non è diffusa nella maggioranza della popolazione, ma l’obiettivo è quello di farla sparire per sempre. Nelle grandi città come Shenzen è stato già stabilito che gli animali selvatici non possono essere consumati: tuttavia gli animali selvatici non comprendono anche cani e gatti, che al contrario sono animali domestici. Al momento la proposta di legge deve ancora essere approvata, ma ci sono tutti i presupposti affinché questo avvenga.

Questo potrebbe essere il più grande cambiamento culturale nella storia del paese, soprattutto delle piccole comunità rurali in cui il consumo di animali selvatici e domestici è maggiormente diffuso. La popolazione si è sensibilizzata, e non poco rispetto a questo tema, ovvero quello che riguarda il consumo di animali domestici. Infatti questi vengono cresciuti in famiglia e trattati come dei veri e propri membri familiari, quindi macellarli per consumarli non è considerato etico; o per lo meno, adesso neppure in Cina, cosa che fino a poco fa era considerata alquanto normale in alcune regioni.

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