Non solamente la crisi economica a mettere in ginocchio le imprese italiane ma, dal momento che molte di esse sono basate sull’agricoltura, la pandemia ha portato dei veri e propri disastri. In particolare la Sicilia è stata colpita da questa piaga, infatti i contadini hanno reso noto il problema. A lanciare l’allerta è stata la coldiretti, che ha fatto presente la massiccia invasione di cinghiali e daini, che stanno falciando quel che è rimasto dell’agricoltura. Infatti con la mancanza di controlli e con il ritiro delle persone in casa, gli animali selvatici si stanno riversando all’esterno e stanno riconquistando i loro spazi.

Fra questi ci sono cinghiali e daini, che hanno invaso i campi agricoli suscitando una grande preoccupazione nei contadini. Il problema è che con l’emergenza causata dal coronavirus gli animali selvatici non hanno alcun freno e continuano a proliferare, moltiplicandosi e causando ingenti danni a un settore già danneggiato. Questi animali purtroppo si cibano di quel che trovano, quindi non fanno alcuna differenza fra sterpaglie selvatiche e campi coltivati; ecco da dove deriva il danno per il quale molti contadini e imprenditori siciliani si lamentano. Non si tratta solo di animali di grosse dimensioni come daini e cinghiali, ma anche piccoli come i ghiri.

Questi ultimi hanno invaso i campi di coltivazione e hanno distrutto degli interi noccioleti, vanificando il lavoro di una intera stagione. Altri animali di relativamente piccola taglia che hanno invaso i campi sono i maiali selvatici che con violenza si scagliano su tutte le piante e gli arbusti. Al danno economico si aggiunge anche quello legato alla sicurezza, infatti se si tratta di cinghiali, questi potrebbero comportare seri danni per l’incolumità degli agricoltori, i quali sarebbero messi notevolmente in pericolo se si trovassero sul posto durante l’invasione di animali selvatici nei loro campi.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here