Il coronavirus ha fermato la vita delle persone, ma a quanto pare non le attività criminali: infatti proprio in questi giorni la polizia di Trieste ha avuto a che fare con alcuni malviventi, che stavano trasportando dei cuccioli illegalmente. Dato che i controlli sono notevolmente aumentati a motivo dell’epidemia, un veicolo ha attirato l’attenzione degli agenti, che lo hanno trovato particolarmente pieno. Così, una volta fermato il proprietario, un cittadino bulgaro sulla trentina, hanno ispezionato per bene il mezzo sul quale era alla guida. E nel bagagliaio hanno trovato la refurtiva: tre cuccioli di razza Spitz, con tanto di documenti falsi pronti per essere immessi sul mercato nero.

I tre avevano sia dei chip che non sono risultati leggibili, sia dei passaporti, ma erano palesemente falsi, dal momento che riportavano un’età fasulla. Per fortuna i tre cuccioli, che viaggiavano in condizioni scomode per la loro età e anche pericolose, non hanno riportato danni. A visitarli è stato un veterinario locale allertato dalle forze dell’ordine: costui ha potuto notare che la loro età effettiva non era di due anni come dichiarato sui documenti, ma di appena 4 mesi. I cani dopo essere stati visitati sono stati portati al canile comunale di Trieste, dove si trovano tutt’ora in attesa di una casa. 

Quanto all’uomo che li stava trasportando, costui è stato sottoposto a una sanzione, mentre il veicolo che utilizzava per il trasporto dei malcapitati cuccioli è stato fermato. Le sorti di tale mezzo saranno stabilite nei giorni avvenire; quel che conta per il momento è che gli animali non abbiano subito danno alcuno e che stiano bene. La frontiera italiana con la Slovenia è spesso scenario di avvenimenti del genere, soprattutto per quel che riguarda razze canine particolarmente costose come, per l’appunto, lo Spitz. E non tutti i cuccioli sono così fortunati da riuscire a sopravvivere al viaggio.

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