Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte è stato intervistato ieri sera, ha partecipato al programma condotto da Andrea Scanzi e Paolo Sommi, intitolato “Accordi e Disaccordi”. Come già ha fatto in questi giorni, il Presidente ha dimostrato una grande sensibilità e una grande umanità. I giornalisti gli hanno rivolto vari interrogativi che molti si sono posti, dato che alla crisi sanitaria si accompagna quella economica. Una particolare attenzione è stata rivolta alle critiche dell’opposizione, in particolare quelle di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, che tramite social sono stati molto duri nei confronti delle misure prese dal Premier, il quale ha apertamente dichiarato che data la mole di lavoro cui è sottoposto, le critiche non sono una sua priorità.

Il Presidente Conte ha inoltre sottolineato che le misure economiche devono adattarsi alle casse dello stato che al momento languono. E purtroppo, anche se egli vorrebbe farlo come essere umano, non è possibile accreditare mille euro a ciascun cittadino, come proposto dall’opposizione, “con un semplice click”. Bisognerà invece accontentarsi dei “7 euro a testa”, constatazione ironica fatta dagli intervistatori che hanno ribadito l’assurdità delle parole del leader della Lega. Il Premier è apparso stanco, provato, dal momento che si è ritrovato a gestire una situazione che mai si era vista prima.

E quando gli hanno chiesto quale fosse stato il suo momento più tragico, quello in cui si credeva di non farcela, lui ha quasi ceduto, si è visibilmente commosso. Quando ha dovuto chiudere le città lombarde che si sono infettate per prime, quando ha dovuto limitare la libertà delle persone per lui è stato un duro colpo. Da giurista infatti, non è facile adottare delle misure tanto drastiche prese, per giunta nel corso di pochissime ore; anche stavolta il Presidente ha dimostrato di avere a cuore il paese sia dal punto di vista umano che sanitario ed economico.

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