La crudeltà verso gli animali non è mai un atto che si può giustificare, ma in alcuni casi viene esternata in maniera del tutto gratuita. Nell’abbandonare gli animali si ha un tornaconto personale, e spesso chi commette tali gesti lo fa perché non riesce a mantenere più l’animale in termini di spese e cure. Ragione che, comunque non rende l’atto meno terribile; invece esiste una categoria di persone che decide deliberatamente di fare del male a cani o gatti in maniera del tutto immotivata, come è accaduto a Roma. Nella Capitale infatti è stata raccontata e vissuta una storia alquanto triste e crudele.

A testimoniare un ragazzo di nome Dario, che stava affacciato alla finestra in quella che era una normalissima e tranquilla serata di quarantena. Per strada c’era un gattino, non stava facendo nulla, era lì fermo a scrutare il territorio, senza dare fastidio a nessuno. All’improvviso si è avvicinata una macchina, stava percorrendo la strada e si è imbattuta nel gatto; era una utilitaria grigia da quel che racconta Dario, una piccola vettura di cui non ha potuto vedere la targa perché abita al sesto piano. Alla vista del gatto l’auto anziché fermarsi ha accelerato di colpo e le conseguenze sono facilmente immaginabili.

La storia ha sconvolto il ragazzo, che ha urlato insieme al suo coinquilino, ma da una simile altezza non ha potuto far nulla. La macchina era troppo lontana per poterne vedere le sembianze, così a loro è rimasto in mente solo il colore e la spietata e terribile scena cui si sono trovati davanti e che, sicuramente avrebbero fatto a meno di vedere. Entrambi si aspettavano una reazione quantomeno umana da parte del conducente della vettura che invece ha, senza alcun motivo, investito il micio che è morto sul colpo senza avere la possibilità di scappare.

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