Una profonda riflessione ha scosso gli animi degli italiani in questi giorni, osservando che in tutte le grandi città sono riapparsi gli animali che non avremmo mai pensato di poter vedere in simili contesti. Si è già parlato delle lepri che hanno invaso il parco di Milano, ma non sono le uniche: al porto di Cagliari sono stati avvistati per la prima volta dopo anni di magnifici delfini che si sono riavvicinati alla costa. Sembra che la natura stia prendendo il sopravvento sul mondo industriale dell’uomo che è momentaneamente bloccato, sembra che gli animali si stiano riprendendo ciò che è loro.

A Venezia, dove fino allo scorso mese le acque dei canali erano nere, torbide, sono tornati i pesci e i germani reali, degli uccelli dalla caratteristica testa verde molto simili alle anatre. Queste ultime invece, sono state avvistate a Roma, dove hanno invaso La Barcaccia di Bernini assieme agli altri volatili che in questi giorni si sono mossi verso il centro della città in cerca di cibo. Le acque di Milano non sono esenti da tutto ciò, infatti sono stati immortalati degli animali “anomali” anche nelle acque del naviglio grane. Si tratta di un cigno e una nutria, che mai prima d’ora erano stati visti; i cittadini che portano a spasso il proprio cane possono godere di questa bellissima vista.

La cosa pessimistica è che, con la fine della quarantena, anche questa breve ma significativa boccata d’aria per la terra sarà costretta a finire. Un miglioramento simile ce lo aspettavamo dopo l’esperienza di Wuhan, ma il fatto che non sia duraturo è alquanto triste. Alcuni parlano addirittura di vendetta della natura, molte sono le analogie fatte, molte sono le parole dette per ammirare tutta questa bellezza che nel corso degli anni proprio noi non abbiamo fatto altro che deturpare.

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