Quanto possono essere fastidiosi gli insetti? In quanti non sopportano quel ronzio detestabile che si presenta quando entra una mosca in casa? Eppure, nonostante ciò, queste piccole creature costituiscono una parte molto importante del nostro pianeta, dei nostri ecosistemi. Dai moscerini della frutta ai calabroni la cui puntura può risultare letale per i soggetti allergici, anche se non sono al centro dell’attenzione tutti i giorni questi piccoli insetti sono indispensabili. E dopo aver fatto tale constatazione, oramai verificata negli anni dai maggiori studiosi del settore, arriva la brutta notizia, ovvero che anno dopo anno stanno scomparendo dal nostro pianeta.

Se c’è crisi per i mammiferi, molti dei quali sono in via d’estinzione – basti pensare ai koala che negli scorsi mesi hanno avuto un duro colpo dovuto agli incendi in Australia, o a tutte le vittime di bracconaggio – per gli insetti è anche peggio. Infatti questi tendono a scomparire molto più velocemente rispetto ai mammiferi, subiscono in maniera molto più drastica le modifiche dell’ambiente. E la condizione è particolarmente grave nel caso degli insetti impollinatori, che svolgono un ruolo fondamentale; secondo la commissione dell’Onu che si occupa di biodiversità infatti tale declino è circa 8 volte più veloce rispetto a quello dei mammiferi.

Le api sono diminuite in numero di oltre la metà, insieme alle farfalle, le due categorie di insetti continuano a diminuire. Ecco perché già nel mese di febbraio è stato tenuto un convegno a riguardo, le maggiori istituzioni italiane del settore insieme ad alcune università tra cui la Tor Vergata di Roma e l’Università di Torino stanno cercando una soluzione al problema. I parchi italiani saranno tenuti sotto controllo per monitorare giorno dopo giorno l’attività delle api e dei vari insetti impollinatori, in modo da capire il perché del calo, ma soprattutto per fare qualcosa affinché si inverta la tendenza.

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