Il New York Times, giornale di fama internazionale, ha fatto una nuova e sconvolgente inchiesta: i giornalisti dopo essere riusciti a intervistare alcune persone hanno scoperto la presenza di una sorta di prigione segreta. La questione riguarda i migranti turchi che arrivano in Grecia e va avanti oramai da tempo, ma l’attenzione dei più è focalizzata su altri temi. Ad ogni modo, secondo quanto riportato dal quotidiano americano, i migranti che arrivano in terra greca dopo aver attraversato il confine con la Turchia, vengono sequestrati e trattenuti in un luogo al di fuori di ogni controllo. Dopo essere stati malmenati i prigionieri vengono rispediti nuovamente in Turchia.

Ma procediamo con ordine: tali migranti provengono dalla Siria, che attualmente sta attraversando una crisi umanitaria scatenata dalla guerra. Lo scorso mese il presidente della Turchia ha aperto i confini del proprio paese, dando la possibilità a tutti i richiedenti asili di transitare per un eventuale ingresso in Europa. Ma la Grecia sembra aver vanificato tale decisione, trattenendo e imprigionando i migranti in arrivo, torturandoli e respingendoli. E ora, la notizia della prigione segreta, che non risulta in alcun documento ufficiale, ma quel che è certo è che, stando alle testimonianze esiste ed è un luogo disumano.

I migranti, non appena varcano il confine con la Grecia, sono catturati e imprigionati, senza la possibilità di avere un avvocato, senza la possibilità di difendersi in alcun modo. Le condizioni dei profughi sono disumane: sono stati ammassati in capannoni piccoli, a dozzine, addossati l’un l’altro. Vengono privati dei propri cellulari e viene loro impedito di effettuare qualsiasi comunicazione con il mondo esterno. “Per loro siamo come animali”, queste le parole di uno dei prigionieri che ha denunciato la situazione. In seguito, come gli altri, è stato imbarcato su un gommone e portato via: il governo greco di centro-destra ha approvato tutto questo.

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