A Palermo sono state bloccate le procedure per la sterilizzazione di cani e gatti randagi: l’ennesimo disagio per il quale dovranno pagare gli animali, ma anche i cittadini. Alla base dell’impossibilità di sterilizzare cani e gatti randagi c’è un malfunzionamento dell’Amap, l’azienda che si occupa di acquedotti e smaltimento di acque di scarto. Tali acque sono il risultato di ogni intervento effettuato a carico degli animali, e negli ultimi tempi si sono accumulate in maniera smisurata all’interno dei loro appositi contenitori. Si tratta di grossi recipienti di circa mille litri di capacità, che però devono essere svuotati periodicamente, onde evitare tali disagi.

Stavolta – e questa non è neppure la prima volta che succede una cosa del genere – i contenitori sono rimasti pieni per alcuni giorni, bloccando di fatto tutte le operazioni. Infatti, come ci hanno tenuto a sottolineare gli operatori sanitari, la sala operatoria non può essere lavata se non vi è uno sbocco per le acque di scarto che ne derivano. La scelta più saggia, ma anche l’unica resa fattibile, arrivati a questo punto, è quella di sospendere tutte le operazioni di sterilizzazione per l’impossibilità stessa di svolgerle. Questo comporta però un grosso problema per cani e gatti randagi, considerando che in media, i gatti che vengono sterilizzati ogni giorno sono dai 5 ai 10.

A ribellarsi a tutto ciò sono insorti gli animalisti, che non accettano una situazione del genere per una categoria di animali che già vive in condizioni precarie. Inoltre, la mancata sterilizzazione porterebbe a un incremento del fenomeno del randagismo, ed è una cosa molto grave, dato che l’operazione in genere viene fatta proprio per combattere tale realtà. In teoria, non essendoci la possibilità di operare nel pubblico, qualora dovesse succedere un incidente a un cane o gatto, le spese sanitarie sarebbero molto maggiori, in quanto bisognerebbe procedere privatamente.

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