C’è un’associazione effettiva fra la birra Corona, il noto marchio messicano, e il coronavirus? La risposta è molto semplice, a tratti banale, ed è assolutamente no, eppure l’azienda sta subendo un danno economico non indifferente dallo scoppio del virus. E, se prima c’erano andati di mezzo gli animali domestici, che non sono portatori del virus secondo le attuali evidenze scientifiche, adesso a subire il delirio collettivo è stata la nota compagnia produttrice di birra. Secondo quanto comunicato da alcuni sondaggi infatti, la birra messicana più famosa al mondo non ha mai visto periodi tanto bui, e nei primi due mesi del 2020 ha avuto un calo di circa 285 milioni di dollari.

A tal proposito sono stati intervistati alcuni cittadini americani i quali hanno risposto in parte che, a prescindere dal coronavirus non ordinerebbero mai una Corona. E fin qui non c’è nulla da obiettare, si tratta di gusti e basta, sono soggettivi e assolutamente non contestabili. La percentuale che desta preoccupazione invece è costituita da quella fetta di americani che non ordinano più la birra messicana da quando c’è stato lo scoppio della polmonite da coronavirus. E il motivo di tutto ciò è la semplice assonanza fra i due nomi, ovvero Corona e coronavirus.

Siamo al delirio collettivo, come hanno fatto notare in molti, e sembra che i media e la tv non aiutino affatto, anzi non fanno che peggiorare una situazione già terribile. Purtroppo i social network agevolano la diffusione di notizie false e fondate su teorie personali che non trovano alcun riferimento nel mondo scientifico. Intanto i contagi aumentano, nonostante alcuni supermercati siano stati svaligiati e nonostante siano state prese delle precauzioni non raccomandate dalle autorità ma diffuse di bocca in bocca, o meglio di tastiera in tastiera, tramite Facebook. Intanto a rimetterci sono terze parti, che non hanno responsabilità nella diffusione del coronavirus.

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