Ancora si torna a parlare delle condizioni pessime in cui versano gli animali da reddito, ovvero tutto il bestiame destinato, dopo un periodo di allevamento, a essere macellato e mangiato. Stavolta a finire nel mirino è stata un’azienda di proprietà di Amadori, il noto marchio che produce vari tipi di carne. È stata la trasmissione Report, in onda su Rai 3 che ha portato a galla la verità a riguardo, in una puntata che mostrava un allevamento di maiali tenuti in condizioni più che inappropriate. Senza far differenza fra le dimensioni degli animali, gli allevatori li tenevano in alcune gabbie molto strette, dove riuscivano a malapena a girarsi.

A colpire particolarmente i giornalisti e gli attivisti che sono intervenuti sul caso sono state le scrofe, che pur essendo in gestazione non venivano trattate con un minimo di riguardo. Anzi, nonostante aumentassero il loro peso e le loro dimensioni le gabbie restavano immutate facendosi giorno dopo giorno sempre più strette e dolorose, essendo di fatto delle prigioni per loro. Il contatto con le sbarre delle gabbie ha provocato loro delle severe lesioni, consumando la loro pelle e provocando loro un dolore immane. Inoltre, date le scarse misure igieniche, spezzo c’erano topi e insetti a peggiorare la situazione.

Il responsabile dell’azienda è stato accusato per l’uccisione e il maltrattamento degli animali, in quanto ha procurato loro delle sofferenze che non si sono rivelate affatto utili per la loro crescita. Ecco perché è stato condannato e ora dovrà scontare tre mesi di reclusione, ai quali si aggiunge la sanzione che dovrà pagare, una multa di ben 22mila euro. Quanto al custode, non è di certo immune alla decisione presa e ugualmente al suo superiore dovrà pagare una multa di 1600 euro. Si spera che tale sentenza serva da monito e sia un incentivo per porre un freno alle violenze sugli animali.

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