Perché in questi giorni è tornato tanto di moda il Decameron? Si tratta di uno dei maggiori capolavori della letteratura del Trecento, è stato scritto dalla mano di Giovanni Boccaccio. A motivo del coronavirus sta tornando alla ribalta, dopo essere stato oggetto di studi di tutti, o quasi tutti, all’epoca del liceo. Tutti ricorderanno quell’ora di letteratura italiana in cui si studiava Boccaccio, lo scrittore toscano che ha reso famosa la novella, ovvero una breva storia. Ma è proprio l’introduzione della sua opera più famosa, il Decameron, il motivo per cui se ne parla tanto, soprattutto sui social dove tutti ironizzano a riguardo.

Ebbene, il Decameron è ambientato nel ‘300, a Firenze, negli anni in cui il capoluogo fiorentino era devastato dalla peste – ironicamente assimilata al coronavirus, intorno al quale si sta creando un inutile allarmismo – e gli abitanti erano terribilmente spaventati dalla piaga. Dunque un gruppo di giovani amici fiorentini, di cui sette ragazze e tre ragazzi benestanti, appartenenti a un ceto sociale molto elevato, decide di sfuggire alla malattia per andarsene in campagna. Dunque si chiudono in una casa, in una quarantena volontaria: ma trattandosi di giovani altolocati e colti, dovranno impiegare il loro tempo in maniera costruttiva.

Ogni giorno ognuno di loro dovrà raccontare una novella, per un totale di dieci novelle al giorno. Ma non è così semplice: per ogni giornata sarà scelto un re che stabilirà il tema, e a questo tema dovranno attenersi tutte le novelle raccontate dagli altri. Potrebbe essere un’ottima idea quella di ispirarsi al capolavoro trecentesco di Boccaccio, per superare l’ansia del momento, semmai si dovesse affrontare una quarantena. Infatti, dopo centinaia di anni ancora ricordiamo l’opera, dal quale lo scrittore Pier Paolo Pasolini ha tratto un omonimo film negli anni ’70. Chissà, magari c’è un nuovo Decameron che potrebbe uscire, in questi giorni di panico e paura.

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