Finalmente i cani hanno guadagnato una degna posizione dal punto di vista sociale in Egitto, o almeno così sembra essere. Sta cominciando un periodo di pace per i quadrupedi, che fino ad ora sono sempre stati visti come animali da abbattere, portatori di sventura da parte dell’intero popolo egiziano. Si tratta di una tradizione più che millenaria che include anche delle connotazioni religiose, queste ultime prevedono che gli angeli, se accompagnati dai cani non entreranno in paradiso. Il randagismo è un fenomeno piuttosto diffuso in Egitto, ma i veterinari locali preferiscono optare per una soluzione più crudele anziché prendersi cura degli animali meno fortunati.

Così anziché adottarli per decenni hanno scelto di abbatterli, per decimare la popolazione di esemplari randagi. Anche la modalità con cui ciò avviene è alquanto discutibile: o viene sparso del veleno per strada, in modo che i cuccioli abbocchino e ingeriscano la sostanza tossica, oppure vengono inviati dei veri e propri killer che si occupano dell’uccisione dei cani. Per fortuna però, negli ultimi tempi si sta assistendo a un’inversione di tendenza e pare che l’Egitto si stia occidentalizzando da questo punto di vista, e alcune famiglie, almeno le più benestanti, hanno iniziato ad adottare i cani, cosa impensabile fino a qualche anno fa.

La situazione è diventata paradossale in quanto, il veleno utilizzato per uccidere i cani ha finito per nuocere all’uomo. Diffondendosi per le strade la sostanza ha colpito i giardinieri e non solo, anche molti dipendenti che lavorano per strada. La paura dei cani nella popolazione deriva dal fatto che sono in sovrannumero, e la trasmissione di malattie mortali spaventa i cittadini. Essendo cani randagi, fin troppo spesso contraggono la rabbia e basta un semplice morso per infettare le persone, correndo il rischio che queste siano uccise dalla malattia. Ma esistono anche famiglie che hanno adottato questi cani dando loro una nuova vita.

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