La Cina ha definitivamente messo al bando il commercio e quindi il consumo di carne selvatica: la decisione è stata presa da poco, dopo un’attenta analisi della proposta fatta settimane fa. Il Comitato Permanente del 13esimo Congresso Nazionale del Popolo ha preso questa direttiva, mettendo immediatamente al bando tale pratica, che è alla base della diffusione del coronavirus, oltre che di indicibili sofferenze per gli animali colpiti. Al momento i ricercatori hanno identificato nei pangolini gli ospiti intermedi; si tratta di mammiferi molto simili al formichiere, che però a motivo delle loro squame sono diventati oggetto di traffici illeciti dalla Cina agli altri paesi.

Il pangolino infatti rappresenta l’ospite intermedio del coronavirus, patogeno che avrebbe ereditato dal pipistrello. Assieme a questi due mammiferi erano stati presi in considerazione due tipi di serpenti, che potrebbero essere importanti mezzi di propagazione del virus. Ora che la situazione sta degenerando e il virus si sta diffondendo a livello mondiale, la Cina ha preso la decisione di mettere definitivamente al bando il commercio di carne proveniente da animali selvatici. È cosa nota che tale consumo fosse tutt’altro che igienico o salutare, ma ora è arrivato il momento di prendere seri provvedimenti a riguardo.

Secondo alcuni studi condotti dai ricercatori della South China Agricultural University sono state trovate delle sequenze genetiche particolari nei pangolini. Tali sequenze sono corrispondenti, almeno per il 99%, a quelle di coronavirus ritrovate negli esseri umani. Ecco perché ci sarà una attenta sorveglianza a riguardo, saranno aumentati i controlli evitando i contatti con i presunti animali infetti. Come confermato dal Wwf e da altre associazioni animaliste inoltre, si sta manifestando la conseguenza del traffico illecito di pangolini, che da anni sono vittime di sfruttamento e sono stati venduti, fra gli altri posti, anche al mercato del pesce di Wuhan.

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