La Cina ha ridotto drasticamente le emissioni di inquinanti atmosferici negli ultimi mesi; la colpa è tutta del coronavirus, che ha costretto la maggior parte della popolazione a fermarsi, bloccando la produzione. Ecco perché è stato registrato un drastico calo degli inquinanti, come l’anidride carbonica e il biossido di azoto. Sono stati contati 100 milioni di tonnellate in meno, quota corrispondente circa al 6% in meno rispetto alla quantità rilasciata lo scorso anno in questo periodo. Generalmente il periodo del capodanno cinese è più “tranquillo” dal punto di vista delle emissioni e si registrano sempre dei numeri inferiori rispetto a quelli del resto dell’anno.

Gli ambientalisti di Greenpeace però, si sono molto contenuti e non cantano vittoria, né fanno i salti di gioia per questo cambiamento forzato. Infatti, se le emissioni si sono ridotte negli ultimi mesi, potrebbe accadere l’esatto opposto quando l’epidemia sarà stoppata, quando vi sarà una maggiore tranquillità in merito al coronavirus. Allora le fabbriche potrebbero riprendere a produrre in quantità ancora maggiori rispetto al passato, per compensare la perdita dovuta all’allarme sanitario. A quel punto i mesi in cui l’atmosfera sarebbe stata “ripulita” risulterebbero del tutto inutili, perché come verrebbe compensata la produzione, la stessa cosa accadrebbe per l’inquinamento.

Almeno però, potremo vedere quale sarà l’effetto di una riduzione tanto grande delle emissioni, fenomeno che mai era stato visto in Cina. Quindi anche se un giorno dovessero riprendere al doppio del ritmo le emissioni almeno avremmo visto gli effetti di 100 milioni di tonnellate in meno di gas inquinanti sul nostro pianeta. Il governo cinese ha messo delle restrizioni molto rigide a riguardo, anche per i cittadini stabilendo dei divieti di circolazione, oltre che lo stop alle fabbriche. Delle emissioni così basse hanno stabilito il record degli ultimi 20 anni, si tratta di cifre molto importanti.

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