Gli animali da compagnia possono trasmettere il coronavirus? È meglio chiuderli in casa o evitare i contatti per non ammalarsi? Per rispondere a tali domande citiamo quanto riportato dalle fonti dell’Istituto nazionale di malattie infettive Spallanzani. Per dare un contenimento al panico di massa che si è generato a motivo di questo nuovo virus, i medici hanno messo in chiaro alcuni punti, che potrebbero sembrare scontati ma che è sempre meglio ricordare. Dopo la situazione che è degenerata in Cina, dove i cittadini hanno cominciato a rincorrere i cani per strada per abbatterli in quella che è diventata una vera e propria caccia, meglio rammentare che questi animali non hanno colpe nella diffusione del virus.

Quindi è stato meglio indicare che non vi è alcuna evidenza scientifica che dimostri un coinvolgimento di cani e gatti nella diffusione dell’infezione. Ma a prescindere da ciò vi sono delle norme igieniche elementari che vanno seguite, come ad esempio quella di lavarsi sempre le mani, soprattutto dopo aver toccato l’animale. Infatti, coronavirus o no, gli animali domestici possono essere veicolo di altri germi che si diffondono con molta facilità, quindi è buona abitudine quella di lavarsi le mani. Altre norme indicate, oltre che dall’Istituto Spallanzani dall’Oms, sono ad esempio quella di mettere la mano davanti alla bocca quando si starnutisce.

Così negli ultimi giorni sono stati sfatati alcuni miti a spese degli animali domestici, soprattutto i cani che sono stati visti come colpevoli per la diffusione del coronavirus. Per affrontare e fronteggiare questa infezione che continua a contagiare anche in Italia basta rispettare le norme igieniche minime, senza far ricorso a farmaci come antibiotici, che in tal caso sono del tutto inutili; ma soprattutto la caccia collettiva ai cani è del tutto priva di fondamento, ed è bene diffondere questa notizia affinché non vi siano altre vittime innocenti.

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