Revenge porn: si tratta di una delle peggiori piaghe del secolo e a pagarne le conseguenze non sono solo le ragazzine come si potrebbe erroneamente pensare. Anzi, quando tali fenomeni avvengono in età adulta comportano seri rischi anche dal punto di vista lavorativo, come è accaduto a una donna di Brescia. Tempo fa aveva stretto una relazione e aveva fatto l’errore di fidarsi dell’allora partner: gli inviò dei video molto intimi che non erano ovviamente destinati ad un pubblico ampio. Tuttavia, la loro storia è finita e ora, chissà come il video hot è finito in rete, e ha scatenato una serie di reazioni.

La donna è stata licenziata da uno degli studi per i quali lavorava: il suo datore di lavoro ha ritenuto che non fosse opportuno avere come dipendente qualcuno che rovina l’immagine dell’azienda. Così la 40enne si è ritrovata senza lavoro dopo anni dalla fine della sua relazione; anche il suo numero di cellulare è stato diffuso in rete, in allegato al video. La donna ha ricevuto delle telefonate anche dal Sud America, quindi dopo tutti questi avvenimenti è stata costretta a denunciare i fatti. Al momento tre persone sono state scritte nel registro degli indagati, persone che sono coinvolte nella diffusione del filmato.

Il dettaglio sconvolgente è che il video era già finito fra le mani di alcuni agenti delle forze dell’ordine, oggi non ci vuole molto per far circolare materiale del genere in chat. Quindi con un semplice tap sul cellulare il filmato era finito anche sotto gli occhi di alcuni carabinieri e poliziotti, che però non hanno fatto nulla a riguardo. Non hanno denunciato il fatto nonostante siano venuti a conoscenza del materiale di carattere privato. Hanno fatto dei commenti, secondo quanto riportato ma non hanno mai fatto nulla per fermare la diffusione del video.

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