Attivisti contro un provvedimento di un pm che prevede l’abbattimento di alcuni maiali: ecco la situazione assurda che si sta verificando in Puglia, di preciso a Cisternino. Si tratta di un piccolo comune in provincia di Brindisi, da alcuni definito uno dei borghi più belli della nostra Penisola. Ecco cosa è accaduto: è stato trovato un allevamento di maiali abusivo, tutt’altro che a norma, in cui ci sono 23 capi di bestiame che non sono mai stati sottoposti ad alcun controllo. L’Asl di Brindisi e i Nas hanno fatto quanto era nelle loro possibilità per abbattere i 23 maiali prima che vengano messi in commercio, ma con scarso successo.

Non essendo mai stati sottoposti alle regolari cure che prevede la legge infatti, i suini potrebbero rappresentare un pericoloso veicolo di malattie. Ma la causa del mancato abbattimento va riconosciuta in un senatore pugliese che già qualche tempo fa ha fatto parlare di sé in merito all’abbattimento di un ulivo affetto da xylella. Il senatore insieme ad altri attivisti si è schierato dalla parte dell’allevatore, di modo che, quando sono arrivati i militari per fare quanto loro richiesto non hanno potuto, in quanto ostacolati da un folto gruppo di abitanti che hanno difeso a spada tratta l’allevatore e il suo bestiame.

L’escamotage utilizzato dal senatore pugliese è stato quello di chiedere prima l’adozione dei maiali come animali da compagnia, per poi farsi affidare il terreno in comodato dichiarandolo come residenza parlamentare. È intervenuto anche il presidente della regione Puglia Amati, per fare quanto in suo potere per assicurarsi l’abbattimento del bestiame, ma tutt’ora non è stato possibile, quindi esiste la probabilità che i 23 maiali vengano macellati. Il terrore più grande è che sia messa in commercio della carne infetta, che mai è stata sottoposta a controlli igienico sanitari in quanto frutto di un allevamento abusivo.

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