La Tailandia attira ogni anno milioni di turisti, che si recano lì per godersi spettacolari paesaggi, in cui flora e fauna formano un connubio difficilmente osservabile in altri paesi. Ma a volte dietro tutto questo si nascondono dei veri e propri orrori: purtroppo in questo paese non c’è la cultura del rispetto degli animali, almeno ciò è valido per alcune zone in particolare. A scatenare l’ira delle associazioni animaliste tra cui la PETA, c’è stato uno spettacolo a cui hanno preso parte delle scimmie a Ratchaburi, nella zona occidentale del paese. Nonostante la struttura di Chang Puak attiri sempre centinaia di turisti, stavolta si è macchiata di inaudite crudeltà nei confronti degli animali.

Si tratta di scimmie, che sono animali particolarmente sensibili, molto simili a noi esseri umani. Sono però costrette a esibirsi in numeri da circo, come se fossero persone in miniatura, fatta eccezione per il fatto che di certo non scelgono loro di passare la vita a intrattenere i turisti in tal modo. A molte di loro, tanto per cominciare, vengono estratti i denti, in modo che non possono difendersi contro gli operatori che le estraggono dal loro habitat naturale e le travestono. In seguito, sono sottoposte a un duro addestramento per compiacere i gusti di un pubblico che tutta quella sofferenza non la immagina neppure.

Quindi sono truccate e vestite, costrette a mantenersi sulle zampe posteriori e ad esibirsi in numeri che risultano divertenti per chi non vede tutto il marcio che c’è dietro. Ma negli occhi di queste scimmie si può ben osservare la tristezza, la solitudine e il senso di schiavitù in cui vivono. Ecco perché uno dei portavoce della PETA, Jason Baker, ha espresso la sua volontà di boicottare tutte quelle strutture che lucrano sullo sfruttamento degli animali, a partire dalle compagnie di viaggio che dovrebbero fare a meno di proporle ai turisti.

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