Torna l’incubo della peste suina africana o PSA in Sardegna, regione che già dal 1978 deve vedersela con il virus responsabile della scomparsa di centinaia di maiali e cinghiali. Negli ultimi tempi il fenomeno sembrava arginato e gli allevatori avevano trovato un po’ di sollievo per il proprio bestiame. Ma a far tornare il sospetto ci sono gli allevamenti abusivi: negli ultimi tempi ne sono stati scoperti svariati nelle campagne sarde, il che ha allarmato le autorità. L’ultimo fatto risale a qualche giorno fa, quando sono stati scoperti alcuni maiali nelle campagne di Bottida. Questi animali non erano registrati all’anagrafe zootecnica, quindi non sono mai stati sottoposti a tutti i controlli sanitari obbligatori.

Ecco perché gli agenti della polizia ambientale e forestale sono stati costretti a sequestrare l’intero gregge di maiali. I suini in questione vivevano in condizioni igieniche pessime, ragion per cui non si esclude il fatto che possano essere positivi al virus della peste suina africana. Neppure lo spazio in cui erano allevati era idoneo per accogliere un allevamento, ma dopo l’intervento delle forze dell’ordine sono stati effettuati i dovuti rilievi per mettere l’intera area in piena sicurezza. Quanto ai maiali, sono ancora sotto analisi per stabilire se costituiscono effettivamente un pericolo.

La peste suina africana nei decenni passati ha seminato il panico fra gli agricoltori e gli allevatori in quanto risultava letale sia per i maiali che per i cinghiali. La Sardegna è stata una delle zone maggiormente colpite, non c’era modo di salvare il bestiame all’epoca; ecco perché bisognerebbe seguire le indicazioni del Ministero della Salute adottando sane precauzioni per evitare la diffusione della malattia. L’allevatore che aveva in gestione la struttura con l’allevamento abusivo di maiali è stato sanzionato, ora dovrà pagare una multa che potrebbe raggiungere anche i 10mila euro.

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