Coccolatori di professione, potrà mai esistere un mestiere del genere? Ebbene sì, in Carolina del Sud sono ricercate figure simili che dovranno prendersi cura di alcuni maialini in un rifugio. L’offerta proviene dal Cotton Branch animal sanctuary, una struttura che ospita tutti quegli animali provenienti da ambienti difficili, da realtà complicate. Così i responsabili hanno lanciato l’annuncio sul sito internet del rifugio: chiunque, al di sopra dei 16 anni, sia disposto a prendersi cura di alcuni maialini giunti da poco nel rifugio, è il benvenuto. Una proposta che non si sente tutti i giorni, ma che ha attirato l’attenzione di molti.

Precisamente il termine è “piggy cuddler” e, anche se ad alcuni potrà sembrare strano, si tratta di un ruolo molto importante per l’integrazione degli animali nel rifugio. Infatti molti di loro provengono da fattorie in cui venivano maltrattati, tenuti in condizioni di degrado e abbandono, ecco perché sono stati portati via e affidati ad una grande famiglia che ora se ne prenderà cura. Non è cosa nuova infatti che gli animali da reddito come i maiali hanno un unico scopo per i fattori e per gli allevatori – non tutti per fortuna – ovvero quello di produrre, produrre e ancora produrre.

Lo sfruttamento degli animali da allevamento riduce questi piccoli esemplari in condizioni di vera e propria schiavitù. Sono disadattati e non hanno mai conosciuto affetto, ecco perché la figura del coccolatore ricercata dal rifugio ha molto senso: aiuterebbe i maiali ad integrarsi, a interagire in maniera salutare con il nuovo ambiente esterno. Non sono richieste particolari competenze, ma l’unico requisito che bisogna possedere è l’amore per gli animali, l’amore incondizionato. I maiali sono tra i mammiferi più intelligenti e comprendono perfettamente un gesto d’amore da parte di un essere umano, così come ricordano benissimo tutte le sofferenze cui vengono sottoposti negli allevamenti.

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