Forse è stato identificato l’animale responsabile della trasmissione del coronavirus: si tratterebbe del pangolino secondo alcuni scienziati che si occupano del caso. È un animale di cui non si è sentito parlare molto, ma che secondo le ultime ricerche potrebbe essere correlato alla diffusione del virus che nella provincia cinese sta mietendo centinaia di vittime. Il pangolino è un mammifero che per il suo aspetto molto particolare è anche chiamato formichiere carciofo, infatti il suo corpo è ricoperto di squame di cheratina che ricordano in tutto e per tutto il carciofo. È denominato anche ingoia-sassi per la sua strana abitudine, infatti l’animale è privo di denti ed è perciò costretto a ingoiare cibo od oggetti per intero.

Secondo quanto riportato dalle fonti, l’infezione si sarebbe trasmessa a partire dal pipistrello, che fa parte dell’alimentazione del pangolino. Questo piccolo mammifero, che altro non è che un formichiere con le squame, è in via di estinzione, e la sua esistenza è minacciata dal traffico di cui è vittima. Infatti esiste un grosso giro commerciale che ha al suo centro proprio il pangolino, nonostante gli esemplari vadano riducendosi ogni anno di più. L’ipotesi più accreditata fino ad ora prevede che il ceppo iniziale provenga dal pipistrello.

Dopo aver mangiato qualche esemplare infetto, anche il pangolino è stato contagiato; tuttavia, cambiando l’ospite del virus avviene una sorta di adattamento anche da parte del patogeno. Così all’interno del corpo del pangolino il ceppo è mutato, e così è stata determinata la “nascita” del coronavirus. Il pangolino vive in Asia meridionale e in alcune zone dell’Africa, infatti proprio da qui avrebbe avuto origine tutto. Ma non è ancora ufficiale la notizia, si tratta solo di studi che devono essere ancora confermati, ecco perché gli studiosi procedono con cautela nella diffusione delle notizie, come ha annunciato anche la rivista Nature sul sito.

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