Sperimentazione animale, da sempre è un dramma, ma stavolta si rischia di mettere il nostro Paese in una posizione davvero difficile. Infatti grazie al nuovo decreto, il cosiddetto milleproroghe, la sperimentazione sugli animali potrebbe essere proibita in Italia, ponendo i nostri ricercatori in condizioni peggiori di quelle in cui si trovano. Ecco perché i rettori e i responsabili di ricerca di alcune delle principali istituzioni italiane hanno deciso di scrivere al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nella speranza di ottenere dei benefici per i ricercatori. Nella lettera al Presidente hanno sottolineato la precarietà nel campo della ricerca, che già è svantaggiato rispetto agli altri paesi europei.

La legge è stata approvata nel 2014 ma è stata mantenuta sospesa fino ad oggi e si prevede una sua entrata in vigore il 31 dicembre 2020. Il problema della norma è che, ponendo dei limiti troppo restrittivi a ciò che è legale in ambito di ricerca animale, si escludono i nostri ricercatori dai bandi di ricerca europei. Questo porterebbe a una posizione di inferiorità rispetto alle altre istituzioni europee, facendo cadere nell’oblio un campo che in Italia è già ricco di problematiche. Le materie trattate dalla legge in particolare sono lo xenotrapianto, ovvero il trapianto da specie diverse e lo studio degli effetti di sostanze che creano dipendenza come alcune droghe.

Non solo si scoraggiano gli attuali ricercatori, ma anche quelli che hanno preso parte a progetti non italiani, prendendo parte alla cosiddetta fuga di cervelli. Con tali restrizioni non c’è un grande futuro in Italia per loro; anche il responsabile del Laboratorio di Psicofarmacologia Sperimentale dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano si è pronunciato a riguardo, esprimendo tutto il suo disappunto nei confronti di una manovra che darebbe il colpo di grazia a un campo già maltrattato da anni.

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