Il disastro nucleare di Chernobyl come quello avvenuto a Fukushima, ha causato ingenti danni sia all’ambiente che alla popolazione, e questo è risaputo. Il pericolo maggiore che va scongiurato è quello delle radiazioni, che a lungo andare determinano malattie le quali inevitabilmente portano a morte. Ma la natura si ribella allo scempio, come alcuni scienziati hanno potuto osservare vicino al reattore nucleare che negli anni ’80 ha causato uno dei disastri più discussi della storia. Gli studiosi hanno notato, già negli anni ’90, poco dopo l’esplosione, che c’era una crescita di funghi vicino le pareti della struttura, inavvicinabile per gli esseri umani.

Quindi sono stati inviati dei robot per sondare la zona, per capire di cosa si trattasse, e con grande sorpresa è stata fatta la scoperta dei funghi che assorbono le radiazioni. Può sembrare strano che degli organismi così piccoli e innocenti siano in grado di assorbire la causa del decesso di migliaia di persone, che ha causato per anni moltissimi casi di cancro. Nel 2007 una professoressa dell’Università di Saskatchewan ha deciso di analizzare tali funghi, si tratta di Cryptococcus Neoformans e Wangiella dermatitidis, questi i nomi delle specie in grado di assorbire le radiazioni provenienti dalla centrale esplosa.

Ma come fanno dei semplici funghi a fare tutto ciò? Dagli studi effettuati è emerso che questi organismi, non appartenente né al mondo animale né a quello vegetale, sono dei grandi produttori di melanina. Si tratta della sostanza che anche noi esseri umani produciamo, il nostro naturale protettore dai raggi solari, responsabile dell’abbronzatura della pelle. Il meccanismo non è ancora noto nei minimi dettagli, ma pare che questi funghi riescano ad assorbire le radiazioni e, dopo averle incamerate, riescano a trasformarle in energia chimica. Il che torna a loro vantaggio, perché è proprio grazie a tale energia che riescono a nutrirsi e crescere ulteriormente.

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