Ancora fa discutere il Nuovo Galles del Sud, in Australia, e il motivo è ancora riguardante gli animali: stavolta a finire nel mirino della stampa è un ente che si occupa del benessere degli animali. È finito tuttavia sotto accusa per aver fatto l’esatto opposto, infatti la Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals, l’associazione coinvolta nello scandalo: per lungo tempo i responsabili hanno macellato dei cavalli da corsa, destinandoli a diventare mangime per altri animali. Come ha riportato anche il Daily Mail, la RSPCA ha macellato svariati cavalli, anche purosangue, per nutrire tigri, leoni e altri animali di grossa taglia di alcuni zoo.

Ufficialmente il portavoce dell’azienda ha riferito che in alcuni casi, ad esempio quando i cavalli sono particolarmente malati, quando la loro salute è cagionevole, il macello rappresenta l’unica opzione possibile. La pratica è illegale, ma molti continuano a compierla fondamentalmente per comodità, così che quando i cavalli non sono più idonei per la corsa vengono portati direttamente al macello. Sono state trovate le prove della responsabilità della RSPCA, ovvero una ricevuta di centinaia di dollari per il trasporto del bestiame verso il macello. Ricavare mangime dai cavalli in tal modo è anti igienico e comporta rischi per i futuri destinatari del cibo composto di carne equina.

È stata fatta un’inchiesta che ha portato alla luce alcune verità molto crudeli riguardo a quel che accade agli animali che vengono macellati in tal modo. Gli inquirenti hanno contato circa 4mila capi di bestiame che, risultando inutili al loro scopo, vengono mandati nei mattatoi ogni settimana. Ignorando del tutto le regole imposte dalla legge i casi di crudeltà continuano a spese dei cavalli, che vengono incatenati e torturati in vari modi, che includono la violenza fisica e le scosse elettriche. Ecco perché esiste un sistema di tracciabilità per tutti i cavalli da corsa, che dovrebbe garantirne la sicurezza.

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