Una sentenza che è stata ribaltata dopo ben 10 anni potrebbe cambiare la vita a molti cuccioli. La storia comincia nel 2009 quando un commerciante proprietario di un negozio di e per animali è stato fermato con un carico di 42 cuccioli. L’uomo, un 45enne leccese, avrebbe portato gli animali, tutti di razza e quindi di grande valore, nella sua proprietà. I cuccioli provenivano dalla Romania e il furgone che li stava trasportando è stato fermato dalle forze dell’ordine nei pressi di Bologna, dove gli agenti hanno riscontrato delle anomalie nel trasporto degli animali. Infatti molti di loro non sembravano godere di perfetta salute, viaggiavano addossati l’uno all’altro, in condizioni tutt’altro che idonee.

Ecco che poco dopo il furgoncino venne sequestrato e il commerciante leccese, che aveva il suo negozio in territorio salentino, venne denunciato. Tale epilogo comportò due conseguenze all’epoca: la prima fu il sequestro dei cuccioli, che vennero affidati a numerose famiglie. La seconda è stata invece l’inizio di un’azione legale che si è protratta fino ad oggi: all’epoca il 45enne ha ricevuto una condanna sia in primo che in secondo grado. Anche i giudici della Corte d’Appello confermarono tale sentenza che separò per sempre l’uomo dai cani che aveva acquistato.

Ma ora dopo ben dieci anni la Cassazione si è pronunciata a favore del commerciante, rendendo le decisioni precedenti nulle. Quindi la confisca dei cuccioli è stata revocata, ma questi, dopo tutti gli anni trascorsi – considerando anche che per loro il tempo scorre più velocemente – sono divenuti adulti, ragion per cui restituirli al legittimo proprietario, ammesso che siano tutti in vita, sarebbe privo di senso. Oltre a essere una decisione crudele per loro, il ritorno a casa non gioverebbe in alcun modo al commerciante. Quindi le famiglie restituiranno l’equivalente in denaro, che verrà devoluto ad associazioni di volontari, o almeno questa è la proposta.

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