Vanno avanti inesorabilmente le fake news sul coronavirus e stavolta a rimetterci sono gli animali. Una cattiva interpretazione di un comunicato di un dottore locale ha scatenato il panico: il medico ha detto che gli animali domestici che sono entrati in contatto con gli ammalati potrebbero rappresentare un rischio. Ma non c’è voluto molto perché tali parole venissero travisate così alcuni cittadini hanno male interpretato ciò che ha detto il dottore comprendendo che tutti gli animali domestici sono pericolosi e bisogna pertanto liberarsene. In seguito a ciò si è generata una sorta di isteria di massa nei confronti di cani e gatti del tutto innocui, che non hanno mai mostrato sintomi.

Molte persone quindi credendo di eliminare ogni fattore di rischio hanno ucciso i propri animali domestici. Ad esempio in una città un cane è stato lanciato da un palazzo, perché i proprietari pensavano che potesse essere pericoloso, rappresentando un rischio. A Shangai invece sono stati uccisi 5 gatti in nome del coronavirus, gli assassini credevano che fossero dannosi. Le basi di tutti questi atti orribili sono puramente frutto di una cattiva interpretazione dei dati, anche perché ancora ci sono molte cose da scoprire sul coronavirus, un patogeno nuovo sotto molti aspetti.

Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che non c’è alcun rischio correlato al possesso di animali domestici, o meglio non ci sono prove che dimostrano la pericolosità di cani e gatti. Ancora non è stata provata una trasmissione diretta dall’animale all’uomo, ma ad ogni modo si consiglia di prestare attenzione alle norme igieniche: questo l’unico avvertimento concreto dell’Oms. Si tratta di semplici norme come lavarsi quotidianamente e imporre le stesse anche ai propri animali domestici. È di sicuro un metodo più semplice ed efficace per evitare la diffusione di germi, virus e batteri, un metodo che risparmia la vita a degli innocenti animali domestici.

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