È pericoloso, è il re dei mari, è violento e aggressivo, ma mai come in questo periodo è a rischio: stiamo parlando dello squalo bianco che popola il nostro Mar Mediterraneo. Negli ultimi anni è stato registrato dagli studiosi un calo del 52%: si tratta di un dato molto importante che spaventa perché potrebbe alterare tutto l’ecosistema marino. Ancora non è stato dato un nome alla causa che avrebbe determinato la riduzione di esemplari, ma anche dello spazio che questi occupano nei nostri mari. Nel Mar di Marmara, il famoso specchio salato appartenente alla Turchia, la riduzione della presenza dello squalo è stata ancor più drastica, raggiungendo e superando il 90%.

Gli scienziati parlano di pericolo critico, tanto da interessate varie università a livello internazionale: dalla Sapienza di Roma alla Stanford, fino alla stazione zoologica di Napoli e l’università della Virginia. Preoccupa veder scomparire un animale che da sempre è stato presente nel Mediterraneo e preoccupano anche le conseguenze che ne deriveranno. Lo squalo bianco infatti si trova al vertice della catena alimentare e, se venisse a mancare, sarebbe alterata tutta la catena, che comprende le sue prede, con delle modifiche irreversibili all’intero ecosistema marino. Ma l’andamento dei numeri secondo i dati statistici non è affatto fermo, anzi è stato altalenante nel corso degli anni.

Solo dalla seconda metà del ‘900 è cominciato il rapido e inesorabile calo di esemplari, ma negli anni precedenti la tendenza era stata esattamente opposta, infatti gli squali erano aumentati di numero, e anche in maniera notevole. Ancora sono frammentati e incerti i dati, perciò gli studiosi si stanno dando un gran da fare per porre un limite a quest’allarmante verità. A mettere maggiormente in allarme ci sono la mancata uniformità con cui si verificano i cali e il fatto che gli squali stiano riducendo gli spazi che occupano.

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