Le scelte alimentari sono alquanto personali, ma ultimamente si stanno diffondendo le modalità con cui vengono allevati e macellati i cosiddetti animali da reddito. Si tratta di mucche, maiali e pollame che esistono al puro scopo di soddisfare l’appetito dell’uomo; le cifre raggiunte negli ultimi decenni hanno toccato vette elevatissime crescendo in maniera esponenziale anno dopo anno. Ad oggi sono all’incirca due miliardi gli animali che sono barbaramente uccisi per entrare a far parte della nostra dieta. La critica mossa a tali pratiche sta nel fatto che non viene risparmiata alcuna sofferenza alle vittime, che potrebbero essere uccisi senza soffrire tanto fino all’ultimo respiro.

A partire dalla loro nascita i capi di bestiame sono stipati in spazi stretti e angusti, ma queste sono le ovvie conseguenze dell’allevamento intensivo. Fra i paesi che maggiormente esportano il pollame ci sono l’Olanda e la Germania, mentre il primato per l’esportazione di bovini vivi spetta alla Francia. Questi vengono sottoposti a una dieta molto nutriente, data loro per un semplice motivo, ovvero quello di farli ingrassare. La triste sorte degli animali da reddito sta scuotendo molte coscienze anche se, dal punto di vista ambientale e animalista anche la scelta della dieta vegana è controversa per molti.

Anche le coltivazioni di soia e simili alimenti richiederebbero ingenti risorse e andrebbero a sacrificare ancor di più rispetto agli allevamenti. L’unica pecca di questi ultimi sono per l’appunto le estreme condizioni di crudeltà cui sono destinati gli animali. In alcuni macelli, non europei secondo le fonti, vige una pratica cruenta che serve a prevenire l’eccessivo movimento degli animali, i quali potrebbero ribellarsi ed essere fastidiosi. Quindi per prevenire qualsiasi disturbo, vengono loro recisi i tendini delle zampe, in modo da privarli di qualsiasi libertà di movimento. Tali assurde ed eccessive abitudini potrebbero essere evitate uccidendo le vittime in maniera indolore e veloce.

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