Ancora è emergenza per il coronavirus, fino ad oggi le persone contaminate sono state circa diecimila; fra queste, 213 sono decedute in seguito alla malattia mentre 210 sono guarite. Come è stato spiegato anche dal ministro degli Esteri Di Maio, pare che ci siano dei miglioramenti in quanto il rapporto tra affetti e morti è diminuito nelle ultime 72 ore. Nonostante l’allarmismo dilagante e il panico mediatico alcuni epidemiologi fra cui Donato Greco, ritengono che non sia necessario gettare il paese nel panico. Fino ad ora le morti registrate riguardano una fascia della popolazione di età media di circa 75 anni.

È vero che non bisogna scendere in panico e allarmismo ingiustificati ma vanno prese le giuste misure, come ha predisposto l’Oms, incitando tutti i paesi ma in particolare l’India per motivi geografici, a prestare molta cautela. Nel nostro Paese intanto sono stati stanziati 5 miliardi per gestire lo stato d’emergenza, che ha fra i suoi punti principali il rimpatrio degli italiani che ancora si trovano a Wuhan. Una parte di essi rientrerà entro il 3 febbraio, in tutto sono circa 500 coloro interessati a tornare a casa quanto prima possibile. L’aereo il cui volo sarà organizzato e gestito da La Farnesina, atterrerà a Roma.

Qui i cittadini saranno sottoposti a ben specifici ed attenti controlli, misure che secondo l’epidemiologo su menzionato non sono necessarie poiché al posto della quarantena, sarebbe opportuna una sorveglianza stretta sì ma a domicilio. Nei prossimi giorni ne sapremo di più; quanto ai due ammalati che sono stati riconosciuti e ricoverati a Roma, giungono buone notizie. I due, marito e moglie di 66 e 67 anni rispettivamente, secondo gli ultimi aggiornamenti si trovano in condizioni discrete. Sono sotto osservazione tutti coloro che nei giorni scorsi hanno avuto contatti direttamente o meno con la città di Wuhan, il centro in cui è scoppiato tutto.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here